La memoria

La bilancia oggi mi segnala che sono sceso poco sotto gli 80 kg. Era da più di un anno che non succedeva e sono piuttosto contento.
Il peso è giusto, solo che è distribuito male. Sono magro ma con una pancia prominente. Non sono certo in forma, la barba inizia ad imbiancare, i capelli diradano e cerco di mascherare la calvizie incipiente tagliando i capelli cortissimi, e sono arrivato a portare gli occhiali bifocali.
I cinquanta sono alle porte e domani faccio una cena con gli amici storici.
Gli Zingari.

Non siamo tutti.
Quello è quasi impossibile.

Ci troviamo in quattro e scegliendo un punto intermedio ognuno farà almeno un’oretta di macchina e un centinaio di km per incontrarci e cenare insieme. Uno viene addirittura dalla Spagna.
Per gli altri le situazioni sono diverse. Ad uno torna la moglie brasiliana, un altro è a trasportare api, che per qualcuno a tavola significa che è a trombare, un altro doveva stare con la figlia e un altro paio vivono troppo distanti con relative famiglie per venire ad una semplice cena.
Ci troviamo tutti insieme, ogni tanto, fino a qualche anno fa per i matrimoni, in alcuni casi per i funerali, qualche volta a cena e quasi sempre almeno una volta l’anno per una zingarata.
Tutti insieme è difficile, ma riusciamo sempre a connetterci.
Abbiamo in comune la città natale, alcuni di noi sono stati vicini di casa, compagni di classe o di università, abbiamo quasi la stessa età e pur essendo andati a vivere in città diverse, uno addirittura in un paese straniero, qualcuno è sposato, qualcuno ha figli, ma come dicevo cerchiamo di stare sempre in contatto.

Ma soprattutto, ogni volta che siamo insieme parliamo sempre almeno di una cosa, le cazzate che abbiamo fatto in gioventù.

L’ultima cena non ha smentito le aspettative.

Io sono quello che parte da più lontano e stranamente sono quello che quasi sempre arriva prima. Sarà perché mi preoccupo del traffico, sarà perché sono previdente e non mi piacciano i ritardatari così di solito parto sempre in netto anticipo.
L’ultima volta non è stata un’eccezione, ma essendo previdente mi ero portato un libro ed ho passato qualche minuto di attesa leggendo.

L’ultima volta che ho visto alcuni degli Zingari era inverno ad una cena, e qualcuno era con la relativa compagna.

Finalmente arriva la prima macchina.
Scende il primo e lo vedo ancora più in forma dell’ultima volta.
Io non faccio sport e non faccio diete (anzi mangio e spesso mangio male) e quindi non posso permettere di vantarmi della mia forma ma credevo di essere passabile per la mia età.
Scende il secondo sempre impeccabile, con la solita camicia bianca ed anche lui è in ottima forma.
Dopo pochi minuti arriva l’ultimo e lui è proprio magro, ma roba che probabilmente l’ultima volta che l’ho visto aveva una decina di chili in più, e sono passati pochi mesi. Addirittura è sotto i 70 chili (invidia).
Forse i miei ricordi mi ingannano ma sono sicuri di averli visti tutti e tre con molti più chili addosso di quei pochi che hanno adesso.
Di solito uno peggiora con l’età. Loro sono come il vino?
Certe volte penso di incontrami con gli amici ed uno si aspetta di vedere cinquantenni ormai vecchi, grassi e pelati e te speri di fare la tua porca figura perché ancora ti mantieni, invece tra i quattro sono quello messo peggio.
Sono io il cinquantenne grasso e pelato?
Non credo che mi metterò a dieta o inizierò a fare sport ma fondamentalmente sono più invidioso che contento per loro.
Merdacce!

Dopo i soliti abbracci e i saluti di rito andiamo a mangiare una pizza e con le gambe sotto il tavolo parliamo come sempre del passato.
Ma questa volta l’idea è quella di coinvolgere anche tutti gli altri e scrivere quello che di solito raccontiamo a voce.

Questo è il motivo perché sono con le mani sulla tastiera qui davanti al computer in questo momento.

Di storie ce ne sono infinite, e la maggior parte sono divertentissime, ma una cosa è raccontarle tra di noi che le abbiamo vissute e le abbiamo ripetute in continuazione, un’altra cosa è scriverle.

Ovviamente è più facile raccontare qualcosa che hai vissuto in prima persona di cui te sai tutto, eri al centro dell’attenzione o avevi la visione dell’interna scena e quindi ti ricordi perfettamente e per questo motivo scrivo questo:

Sono passati diversi anni. Era estate eravamo in campeggio in Sardegna. Un posto dove siamo andati spesso. Forse il posto dove abbiamo fatto più vacanze tutti insieme e dove siamo tornati in gruppo o in pochi anche dopo diversi anni.
Non mi ricordo l’anno, ma non era la prima volta che ci andavamo. Eravamo parecchi.
Il primo anno eravamo andati in 10 con 5 moto, poi siamo tornati gli anni successivi sempre più organizzati, con auto e tende più grandi ma soprattutto con amici che erano già sul posto.
Quella sera, la volevo prendere grossa.
Qualcuno aveva pasteggiato a cointreau o liquore simile nelle sere precedenti e così avevo deciso di pasteggiare a vodka. O meglio ad aranciata e vodka.

Quanto ero giovane e stupido. Adesso non sono più giovane.

La cena andava bene. L’aranciata aiutava l’alcol ad entrare in gola con facilità. Non mi ricordo il menù, ma probabilmente era quello che mangiavo più spesso, cioè panini, con qualsiasi cosa all’interno. Mi ricordo però che ero seduto ad un tavolo, quindi ero ospite di uno dei tanti amici che aveva l’attrezzatura giusta per il campeggio.
Da qui iniziano dei flash.

Sono al bar e qualcuno ordina da bere. Una cosa imbevibile ed ovviamente alcolica. Io sono già bello gonfio e mi alzo.

Poi ho un’immagine in cui sono sulla spiaggia e dico: “posso bere all’infinito….”.

poi
BUIO
BUIO
BUIO

La mattina sento qualcuno che mi scuote e dice:
“Che ci fa Vaffason sulla stuoia fuori dalla tenda?”
Lo guardo e non capisco. Non connetto ancora bene. E’ giorno e sono vestito raggomitolato fuori da una tenda che non è la mia.

Come sono arrivato qui?
Mistero!!!.

Cerco di guardare che ore sono, ma stranamente non ho l’orologio.
Che strano ieri ce l’avevo.

Se non erro avevo anche un bracciale d’argento all’altro polso, ero giovane e quando ero abbronzato l’argento risaltava, o così credevo, ma adesso non c’è più nemmeno quello.

Mi alzo. Forse ieri sera ho bevuto veramente troppo e questa mattina ho ancora i postumi.

Voglio andare a fare colazione e cerco il portafogli.
“Cazzo”
Non ho più il portafogli.
Per fortuna sono previdente. Avevo pochi soldi ed ho depositato la maggior parte alla Direzione del Campeggio.
Ma dentro il portafogli ho la ricevuta che attesta il deposito.
Inoltre nel portafogli c’è anche la mia patente.
Non devo guidare perché non ho l’auto ma significa che devo fare denuncia e dovrò rifare tutte le pratiche per riavere il mio permesso di guida.
“Che palle”.
Adesso che mi ricordo, i miei amici, convinti che potessi essere una persona responsabile mi hanno affidato la cassa comune.
Vuoi vedere che anche la cassa comune era dentro il mio portafogli?

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2 Comments

  1. dere

     /  31 maggio 2017

    caro raffa come al solito hai colto nel segno il tuo prologo da l’idea di quello che dovrà nascere….ma avrei romanzato di più

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  2. Questa è più una prefazione. Per scrivere 10 pagine devo farlo nel fine settimana

    Rispondi

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